La Saeco non si tocca!

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Intervista alla RSU Fiom della Saeco (27 dicembre 2015)

         
Raffaele e Barbara sono delegati RSU Fiom della Saeco, fabbrica i cui lavoratori dal 26 novembre scorso sono in lotta con un presidio permanente contro il licenziamento di 243 lavoratori annunciato dalla proprietà, la multinazionale Philips.
Di questa vertenza si parla molto, non solo a Bologna e provincia. Sono già state coinvolte le istituzioni a livello locale, regionale e nazionale, tanto è vero che si è aperto un confronto tra il governo e la proprietà che dovrebbe riprendere il 18 gennaio 2016. Partiamo dall'inizio: l'annuncio da parte dell'azienda degli esuberi e la risposta immediata da parte di tutti i lavoratori. Questa reazione da parte di tutta la fabbrica era qualcosa che vi aspettavate?

Raffaele - Devo dire assolutamente no. Nel senso che non è così banale e scontato che quando si arrivi a dover affrontare questo tipo di situazioni la gente si coalizzi compatta. Anzi, forse quando le cose sono così negative c'è anche il pensiero “ognun per se, Dio per tutti”. Potrebbe essere il pensiero che balena nella testa di tanti. Invece è stata proprio una comunità intera che si è stretta e che ha partecipato, ognuno con le proprie energie, le proprie forze e la propria inventiva per creare quello che abbiamo creato, cioè un presidio permanente 24 ore su 24 strutturato e veramente organizzato. Anche per affrontare meglio il periodo invernale. Addirittura i commercianti si sono stretti intorno a noi, ci hanno donato un sacco di roba. Abbiamo anche delle strutture dove passare la notte al caldo, e quindi tutte cose che hanno contribuito a creare questa grande situazione di solidarietà che non era assolutamente scontata. Penso che i primi ad essersi stupiti sono proprio i vertici aziendali che non si aspettavano una cosa di questo genere, e magari contavano sul fatto che noi potessimo “disperderci” dopo pochi giorni perchè c'erano le feste di mezzo, il freddo, e un po' la disorganizzazione. Invece hanno fatto male i loro calcoli.

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Contratto Metalmeccanici: la proposta dei padroni è irricevibile

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Avevano preannunciato che nell'incontro del 22 dicembre avrebbero presentato una loro proposta "organica" e così è stato. I padroni di Federmeccanica in sette pagine hanno messo nero su bianco quale deve essere non solo il prossimo contratto nazionale ma quali d'ora in avanti dovranno essere i principi fondanti del nuovo modello contrattuale. Se con la concertazione 22 anni fa si passò dal salario inteso come variabile indipendente al salario quale variabile dipendente attraverso l'abolizione della scala mobile e l'introduzione dei Premi di Risultato legati agli andamenti aziendali, oggi i padroni vogliono di più.

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Il Direttivo Nazionale della Funzione Pubblica in CGIL

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Il 18 dicembre si è riunito il direttivo nazionale della FP-Cgil. La categorie dell'impiego pubblico è nel pieno del rinnovo del contratto nazionale. Contratto fermo dal 2009. Pubblichiamo l'intervento al direttivo di Mario Iavazzi.

Obiettivamente la manifestazione unitaria del 28 Novembre scorso è andata meglio di quanto si potesse prevedere. E' un'ulteriore indicazione di quanto, nonostante tutto, le lavoratrici e i lavoratori, o una parte di essi, non abbiano perso la speranza e siano disponibili ancora a seguirci.

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Col Giubileo alle porte,‭ ‬a Roma continuano le mobilitazioni nei trasporti

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Dieci giorni di sciopero nei trasporti pubblici a Roma che hanno completamente paralizzato le linee periferiche:‭ ‬92‭ ‬ferme sulle‭ ‬103‭ ‬gestite da‭ ‬Roma TPL‭ (‬la società che gestisce le tratte di periferia‭)‬.

I lavoratori rivendicavano il pagamento degli stipendi degli ultimi tre mesi e le indennità di servizio ricevute in passato che l’azienda aveva deciso di togliere‭ (‬chiedendo indietro gli arretrati‭)‬. Uno sciopero,‭ ‬convocato dai sindacati confederali insieme ai sindacati di base,‭ ‬che ha avuto un enorme successo,‭ ‬iniziato prima nel deposito di Maglianella,‭ ‬coi primi blocchi il‭ ‬23‭ ‬novembre, e poi proseguito nell’altro deposito dove ci sono gli autobus di Roma TPL,‭ ‬quello di Tor Cervara,‭ ‬dove ci sono‭ ‬stati presìdi molto partecipati,‭ ‬che hanno impedito l’uscita degli autobus.

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