Gli insegnanti si organizzano

Share

GUASTALLA (RE) – Non si può ancora considerare una rivoluzione ma è una decisa presa di coscienza. Una volta conosciute le reali intenzioni e i contenuti del progetto di riforma del governo Renzi, anche a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, gli insegnanti dell’Iis “B. Russell” hanno avvertito l’esigenza di rispondere con uno sciopero generale.

La richiesta era già emersa nel corso di una assemblea territoriale, organizzata da Cgil e Cisl, durante la quale diverse voci si erano levate chiedendo forme di lotta più incisive. Nel corso della discussione, gli aspetti maggiormente contestati hanno riguardato il processo di privatizzazione della scuola pubblica e la mancata stabilizzazione di tutti i precari. È inoltre apparso evidente il parallelismo fra le misure introdotte col Jobs act e il tentativo di precarizzare il ruolo dei docenti, rendendo triennale e sottoposto al giudizio del preside il contratto dei nuovi assunti. 

Nei giorni seguenti le Rsu hanno convocato un’assemblea al di fuori dell’orario di lavoro dove è stato prodotto un volantino indirizzato agli studenti e alle loro famiglie. La notizia si è rapidamente sparsa anche alle altre scuole superiori che, attraverso le loro Rsu, hanno adottato e diffuso il volantino il giorno precedente allo sciopero. Nella giornata del 5 maggio, inoltre, è stato organizzato un banchetto informativo nel centro del paese che ha coinvolto circa una trentina di insegnanti.

Pur non essendo ancora disponibili i dati ufficiali, la partecipazione allo sciopero è andata oltre alle aspettative, coinvolgendo la maggioranza dei docenti, e ha superato ogni altra iniziativa di protesta organizzata nell’ultimo decennio. L’esito è comunque indicativo dell’importanza della partecipazione dei lavoratori sia nel premere sui propri sindacati perché si organizzino forme di lotta incisive, sia nel sostenere ed organizzare la partecipazione allo sciopero. A differenza di quanto avvenuto in passato, gli insegnanti non hanno passivamente appoggiato la lotta ma se ne sono appropriati e l’hanno fatta loro.

Le dirigenze sindacali questa volta non potranno retrocedere e dovranno portare la lotta sino al ritiro della riforma, pena il loro discredito agli occhi dei lavoratori.

logoRF
Trasporti
scuola e universita rs