Scuole vuote, piazze piene

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Renzi il 3 Maggio da Bologna affermava riferendosi ai docenti “Non mi spaventano 3 fischi, cambierò l'Italia”.

Peccato che ha sbagliato le previsioni, il 5 maggio durante lo sciopero generale di fischi ne ha avuti migliaia. Il più grande sciopero della scuola degli ultimi 7 anni con oltre l'80% di adesione, circa

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Lo spezzone di Sempre in lotta nel corteo di Milano
4 mila scuole chiuse, più di mezzo milione di persone in piazza.

I 5 cortei sindacali (Milano, Roma, Bari, Palermo, Cagliari) dopo pochi giorni erano già 7 e il 5 Maggio in tutte le principali città si sono tenuti cortei con migliaia di insegnanti e studenti.

Il mondo della scuola ha rifiutato la “riforma” di Renzi. Il licenziamento di decine di migliaia di precari insieme all'aumento dei poteri ai presidi, che potranno anche decidere delle assunzioni e incrementare a loro discrezione gli stipendi degli insegnanti, non può essere digerito dai docenti. Il corpo docenti infatti da un lato vede la proposta renziana di avere dei presidi sceriffi dentro le scuole e dall'altro si ritrova con il contratto bloccato da anni

La pressione dei docenti ha superato le timidezze dei vertici sindacali. Sono state convocate poche assemblee ma dove hanno avuto luogo sono state molto partecipate e radicali

Lo sciopero ha visto scendere, seppur ancora in forze esigue, anche gli studenti. Nella riforma, infatti, il Governo prevede 400 ore di stage gratuito per loro. Inoltre, Renzi chiede una delega in bianco per modificare una serie di aspetti del mondo dell'istruzione tra cui gli organi collegiali al cui interno si esprimono le rappresentanze studentesche.

La scuola si sta mobilitando in massa e radicalizzando, gli insegnanti non lasciano dubbi: vogliono il ritiro.

Davanti a questo imponente sciopero il Governo ha dovuto cessare i suoi modi provocatori e promettere modifiche.

Non bisogna farsi ingannare, l’impalcatura della riforma resta uguale: presidi manager, ingresso di capitali privati, deleghe in bianco, lavoro gratuito per gli studenti, licenziamenti.

La riforma va respinta! Per fare questo bisogna organizzarsi per boicottare le Invalsi arrivando a giugno a paralizzare l’istruzione tramite un blocco degli scrutini!

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