Roma Capitale taglia gli asili nido e le scuole dell'infanzia.

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Roma Capitale vuole buttarci fuori! Noi, supplenti educatrici di cosiddetta terza fascia, siamo giornaliere, senza contratto (quindi senza ferie, malattie, congedi parentali, etc) che lavorano ad ore ed ogni mattina aspettano la telefonata che comunichi in quale asilo bisogna recarsi. Ora, stiamo per perdere il lavoro.

Nel corso degli anni abbiamo lavorato sempre meno e quest’anno (2013-2014) abbiamo visto il nostro stipendio dimezzato (la media oscillava sugli 800 euro al mese, mentre quest’anno è di 400 euro)!

Non ci chiamano per lavorare (comunicando all’asilo carente di personale che «le supplenti non ci sono») e lavoriamo il minimo che possono darci.

Possiamo lavorare a 6 ore, a 4 ore e mezza o a 3 ore. Una circolare del 2007 (quindi firmata dai sindacati), che gli uffici del personale stanno applicando in quest’ultimo periodo, è la prosecuzione dell’orario di servizio, il cosiddetto monte ore.

Questo è previsto per chi ha il contratto e prevede la didattica o l’aggiornamento professionale. La circolare in questione prevede: 15 minuti in più per chi lavora “a 3 ore”, 20 minuti il più per chi lavora “a 4 ore e mezza” e 30 minuti in più per chi lavora “a 6 ore”.

Questi minuti NON SONO RETRIBUITI e la finalità pratica di tale modalità è la possibilità di coprire di più un asilo carente di personale non chiamando, così, altre supplenti.

Ogni giorno, per sole 3 ore di lavoro, corriamo nell’asilo nido che ci viene indicato la mattina, anche quando riceviamo la chiamata 15-20 minuti prima dalla timbratura. Non solo, se non rispondiamo alla chiamata veniamo spostate “in fondo alla graduatoria” rischiando così di non essere più chiamate!

Più volte ci siamo trovate a gestire da sole una decina di bambini che non conoscevamo (tra cambi, merenda, e deleghe dei genitori) e, nel momento in cui succede qualcosa ad un minore, la responsabilità è nostra quando, invece, dovrebbe essere del Municipio che non manda altre supplenti.

Quello che è stato comunicato martedì 18 Febbraio dall’amministrazione comunale è una rivisitazione degli orari degli asili nido (accorciamento degli orari), gli orari di interturno delle educatrici titolari, la loro mobilità in caso ci sia bisogno e l’accoglienza dei bambini ad opera di un servizio interinale.

Nello stesso tempo l’assessore alla scuola, Alessandra Cattoi, ha proposto, per noi supplenti III fascia, 6 ore tutti i giorni.

Oltre ad avere un lavoro sotto la soglia del precariato, che non è per nulla gratificante, sfruttato e mal organizzato, ci siamo sentite prese in giro da un assessore che propone modalità di lavoro che non sono la risposta alle nostre necessità e a quelle degli asili nido comunali.

La stessa, inoltre, non sembra avere la minima idea di quello che la sua amministrazione invece ci comunica, con l’espressa non volontà della trattazione con i sindacati. Il sindaco Marino, allo stesso tempo, ha affermato che verranno costruiti 10 nuovi asili nido (come palliativo) ma questo non risolverà nulla. Intanto costruiamo gli asili, poi, solo dopo, rivisitiamo tutte le modalità di lavoro che si vogliono cambiare per risparmiare.

La maggior parte di noi supplenti di terza fascia sono giovani laureate e studentesse che cercano di accumulare punteggio nella speranza che si aggiornino le graduatorie (senza attendere come in precedenza ben 12 anni) e che venga fatto un corso-concorso per l’assunzione.

Il lavoro diminuisce sempre di più, quando in realtà le educatrici di ruolo vanno in pensione e aumenta la frequenza dei bambini.

Invece di penalizzare e lasciare per strada giovani precari che credono nel lavoro che fanno (altrimenti a queste condizioni non lavorerebbe nessuno), cerchiamo di rivalutare la retta, il servizio di queste strutture e valorizziamo il lavoro dei giovani!

Dopo i tagli di Alemanno, con Marino non c'è nessuna inversione di tendenza e si continua con una privatizzazione strisciante degli asili nido e delle scuole dell'infanzia.

Non c'è nessun serio investimento sui servizi educativi, nessun abbattimento delle liste d’attesa, nessuna stabilizzazione del personale precario.

Serve una lotta di tutti i lavoratori degli asili nido e delle scuole d'infanzia e dei genitori, che si colleghi alla battaglia più generale degli studenti contro i tagli alle scuole pubbliche e contro i finanziamenti a quelle private.

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