Il mago di Esselunga. Lettera aperta al signor Tornatore

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Ai primi giorni di ottobre, a tutti i dipendenti e dal 10 ottobre a tutti i clienti, Esselunga ha distribuito e distribuisce un dvd: “Il mago di Esselunga“, regia di Giuseppe Tornatore.

L’intenzione dell’azienda è di far vedere cosa c’è nel “ back stage” dei negozi Esselunga e per fare questo ha chiesto lumi ed aiuto ad un grande regista di fama internazionale.

E’ proprio a lui che voglio rivolgere questa missiva.

Caro Giuseppe Tornatore,

il sottoscritto, come credo molte altre persone, ha visto il dvd. Ad essere sincero l’ho visto più volte...

Mi permetta di fare qualche considerazione, qualche critica cinematografica da spettatore.

Certamente la storia è ben creata. E’ una favola e mi è capitato di sentire giudizi entusiasti da parte di bambini (figli di colleghi e amici). Eh sì... perché è costruita a mo’ di favola: un fantasy.
La musica appropriata. Gli effetti speciali. La breve durata per non appesantire il pubblico.
Il lieto fine con tanto di torta, baci, abbracci ed applausi...

 

Però, mi preme farle notare che non si tratta di una favola, ma di un mega spot per una grande azienda della distribuzione organizzata. Perché farglielo notare? Perché la realtà è lontana anni luce da ciò che appare in quel video. Non c’è proprio niente di reale, neanche lontanamente.

Non le è mai passato per la mente di sentire, sondare, l’umore dei lavoratori? Mentre girava il film non ha notato che ciò che ha visto è ben altro rispetto ciò che si vede nel video?

Le assicuro che il negozio, così come lei l’ha ripreso, esiste solo nella fantasia e che i rapporti dei superiori con il personale sono ben altro rispetto ciò che appare dal suo film.

Le cassiere devono parlare lo stretto indispensabile con i clienti, altro che “complicità“.

Possono mettere i foulard solo se i colori dello stesso non cozzano con il grembiule (!). Non è permesso bere mentre si è in cassa.

Le sanzioni disciplinari fioccano appena un lavoratore “alza un po' la cresta“.

E poi: le pressioni che subiamo dai superiori ogni volta che c’è una assemblea o uno sciopero.
I carichi di lavoro eccessivi e ripetitivi, tant’è che molti hanno problemi di salute ed ultimamente 6 lavoratori sono stati licenziati per inidoneità al lavoro, almeno secondo il medico dell’azienda. Orari fin troppo elastici: in molti casi eccessivo utilizzo degli straordinari; sempre più contratti precari.

Per non parlare della situazione dei camionisti (il numero delle ore di lavoro si perde) e soprattutto dei lavoratori dei centri di smistamento. Qui la stragrande maggioranza sono extracomunitari assunti da cooperative (?) che elargiscono stipendi da fame in cambio di ritmi massacranti.

Non è certo mia intenzione dirle come svolgere il suo lavoro, ci mancherebbe. Lei è una persona che conosce bene il suo mestiere, è un professionista. Però mi sarei aspettato, proprio da quel grande professionista qual è, una verifica più scrupolosa e magari anche un confronto con i lavoratori, prima di accettare il lavoro propostole da Esselunga.

Ora, in chiusura di questa mia lettera, le propongo un incontro con i lavoratori e i rappresentanti sindacali, in modo da potersi confrontare e spiegarsi meglio di quanto lo si possa fare con una lettera.

Un confronto che vuole essere un arricchimento per tutti ed un’altra lettura della realtà. Vede, Tornatore, non ho sentito nessuno dei colleghi fare apprezzamenti sul suo lavoro. Non dal punto di vista cinematografico, ma dei contenuti.

Credo che possa essere importante sentire le testimonianze della realtà lavorativa di chi sta in negozio, degli autisti, dei sorveglianti, degli addetti ai depositi, dei lavoratori Esselunga in carne ed ossa.

In attesa di una sua risposta,le porgo i miei più cari saluti.

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