Almaviva: la determinazione dei lavoratori è l'arma per vincere!

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Dopo mesi di assemblee, presidi, scioperi, fiaccolate, e manifestazioni sotto il Ministero dello sviluppo economico (Mise) i lavoratori di Almaviva sono ancora più determinati e consapevoli della loro forza. Lo dimostra lo sciopero e il presidio sotto il Mise di ieri, 24 maggio, a Roma. Centinaia di lavoratori di Roma e Napoli hanno gridato tutta la loro rabbia e la loro determinazione, mentre i loro colleghi di Palermo, pur sostenendo lo sciopero, si prendevano gioco della proprietà entrando collettivamente in azienda in modo da farle pagare il costo del lavoro mentre questa aveva già dirottato tutte le chiamate in un altro call center.

 La combattività espressa in questa giornata è la base su cui si può costruire un finale positivo per questa vertenza fermando i licenziamenti o eventuali accordi al ribasso.

Il presidio non aveva nulla a che vedere con certi presidi i cui i lavoratori, stanchi dopo mesi di lotta e di incapacità dei vertici sindacali, si avviano verso un finale già scritto.

Gli slogan contro il governo Renzi e contro il padrone dimostrano che si capisce chi è il nemico ma l'aspetto più importante è la chiarezza sul fatto che l'azienda “sta prendendo per il culo” i lavoratori. Una lotta unitaria in cui le voci dei dipendenti della filiale di Roma e di quella Napoli si univano in solo coro “la gente come noi non molla mai” quasi a voler dimostrare che chi li vuole dividere sulla base di proposte di licenziamenti e contratti di solidarietà che privilegiano uno stabilimento rispetto all'altro non riuscirà a rompere la loro unità costruita con mesi di lotta.

Malgrado il sindacato abbia fatto rientrare i pullman venuti da Napoli mentre la trattativa era ancora in corso moltissimi lavoratori sono rimasti sotto il ministero, rientrando con mezzi propri solo in serata. Sono stati i lavoratori di Roma, con un bel gesto di solidarietà, a finanziare il rientro dei lavoratori di Napoli rimasti fino a tardi.

Un segnale alla delegazione trattante che dimostra come i lavoratori li tengano d'occhio e siano disponibili a sostenerli in una trattativa che sarà lunga e difficile.

Un contesto come questo non lascia attenuanti al sindacato. Dopo la bocciatura della proposta di accordo i lavoratori non sono disponibili ad accordi al ribasso. C'è tutta la forza per proseguire e rilanciare la mobilitazione fino al ritiro dei licenziamenti. Ieri l’incontro al ministero non ha dato risultati, la lotta dovrà proseguire e intensificarsi.

Ci vediamo di nuovo a Roma il 27 Maggio per un altro sciopero nazionale, stavolta non basta un presidio ma serve un corteo che blocchi le strade delle capitale.

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