Sanità Privata e Terzo Settore, una piattaforma a perdere.

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Nell'ultimo recente attivo nazionale unitario di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, di Sanità Privata e Terzo Settore si sono definite delle piattaforme di cui i lavoratori e le lavoratrici dei due comparti davvero non avevano bisogno e sulle quali ci siamo espressi con un voto contrario e una dichiarazione di voto.

La tanto decantata “partecipazione” e “consultazione”, tanto presente in molti dei documenti discussi e votati in Cgil e in Funzione Pubblica in questi anni, svanisce e alla prova dei fatti non esiste. Le piattaforme, infatti, sono state presentate e votate il giorno stesso in quest'attivo senza alcuna assemblea e senza uno straccio di consultazione tra le lavoratici e i lavoratori dei comparti. Le piattaforme, infatti, sono state già presentate alle controparti, tutto calato dall'alto!

La relazione l'ha fatta la responsabile nazionale della Cisl e le conclusioni la Uil! La responsabile nazionale della FP ha sostanzialmente tenuto la presidenza. Anche questo lascia ben percepire il ruolo politico di secondo piano della CGIL in questo percorso.

Il "dibattito", ovviamente tutto già definito in precedenza, ha visto una quindicina di interventi suddivisi tra Cgil-Cisl-Uil in parti uguali. Interventi tutti di delegati a parte quelli della Uil che erano solo segretari territoriali. La stragrande maggioranza degli interventi ha ripetuto il compitino del "sono d'accordo con le piattaforme" a parte qualche intervento critico.

Alla dichiarazione di voto contraria del Sindacato è un'altra cosa si è unito il voto contrario di altri due delegati per un totale di 3 voti contrari su una platea che nel frattempo si era dimezzata. Alcune delegazioni territoriali di Cgil che si erano espresse criticamente negli interventi al momento del voto hanno deciso di non votare, decidendo, dunque, di non esplicitare le proprie perplessità anche attraverso un voto.

Le due piattaforme sono praticamente quasi uguali. L'unica differenza deriva dal fatto che i due contratti (in realtà sono circa 15 CCNL perché i comparti, in particolare quello del Terzo Settore è frammentatissimo) sono scaduti in tempi diversi. 2012 il principale contratto del Socio Sanitario e addirittura 2007 quello della Sanità Privata AIOP (Confindustria).

Si fa davvero fatica a trovare punti condivisibili, di fatto non ce ne sono. Di seguito si elencano sinteticamente e per punti alcune rivendicazioni presenti nelle piattaforme che consideriamo irricevibili e contro le quali proponiamo una traccia di ordine del giorno che potrà essere presentato nelle assemblee che dovranno essere svolte. Di seguito alcuni dei punti sui quali esprimiamo un giudizio negativo:

-Non sono presenti richieste di incrementi economici. Nel contratto della Sanità Privata si richiede il recupero del biennio economico 2008/09, (che nella Sanità Pubblica è stato di circa 80€ parametrati) ma anche in questo caso non si citano richieste economiche.

- Sull'orario di lavoro nulla di sostanziale si dice, né della richiesta di rispetto inderogabile delle 11h. di riposo tra un turno e l'altro, né si esclude l'aumento dell'orario di lavoro. E' di straordinaria importanza questo aspetto visto che nel recente passato sono stati sottoscritti CCNL che prevedono l'aumento dell'orario di lavoro. Questa richiesta, peraltro, è una "rivendicazione" dei padroni del settore e la Dirigente Cisl, nella sua relazione, ha aperto all'ipotesi.

-"Flessibilità in uscita". Contrattare le procedure in materia di licenziamenti economici collettivi e disciplinari. Ma non si sarebbe dovuto contrastare il Jobs Act???

- Sul piano professionale c'è la proposta della "job rotation", un obrobrio che abbasserebbe il livello delle competenze e aprirebbe la strada ad una maggiore "flessibilità nell'utilizzo delle risorse umane"

- Controlli a distanza. Richiesta di contrattare a livello decentrato e regolamentare l'utilizzo dei dati acquisiti. In sostanza si applica il Job's Act.

- Bilateralità, finora assente nel settore della Sanità Privata e nel Terzo Settore. A quanto pare un'occasione da non perdere per Organizzazioni Sindacali che, come sappiamo, non tengono più da un punta di vista dei bilanci economici.

- C'è un ampio spazio al Welfare Contrattuale e alla richiesta di inserire la previdenza complementare e (udite udite!) della sanità integrativa. In sostanza si spalancano le porte all'idea di un welfare azienda per azienda. Anche l'idea di concepire un welfare dedicato ai lavoratori del settore, su base nazionale, non cambia comunque la sostanza, che chiude definitivamente con la centralità della difesa di un welfare universale e, dunque, per tutti. Cosa che peraltro è già stata messa in discussione dalle politiche contrattuali della Cgil in tanti rinnovi contrattuali.

- Recepimento del Testo Unico del 10 Gennaio e degli elementi negativi in esso contenuti, come spiegato in più occasioni dalla nostra Area.

Insomma nulla di buono sotto il cielo. Sarà compito dei lavoratori e delle lavoratrici dei comparti in questione esprimere il giudizio negativo in tutte le occasioni che ci saranno, noi proveremo a dare il nostro contributo.


Mario Iavazzi
Direttivo Nazionale FP CGIL

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