Maurizio Stabile (licenziato politico delle Poste) ha vinto!

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Ad ottobre, denunciammo il licenziamento politico da parte di Poste Italiane di Maurizio Stabile, oggi, con ogni mezzo disponibile, vogliamo far sapere che Maurizio ha vinto. Il tribunale di Milano, pur nella fase d’urgenza, ha comunque già dichiarato illegittimo il provvedimento.

Dal giorno del licenziamento il postino di Como, che con le sue denunzie tanto “danno all’immagine” aveva procurato alla più grande azienda pubblica italiana, ha messo a disposizione della lotta per la riqualificazione del servizio pubblico universale e per la sicurezza sul posto di lavoro, il suo corpo e la sua storia. Nelle tante assemblee, fatte un po’ovunque, ha raccontato le condizioni di vita e di lavoro degli operatori postali. Ha parlato degli infiniti accordi tra azienda e sindacato che hanno portato pian piano alla riduzione delle zone di recapito, al conseguente taglio di posti di lavoro, agli aumenti dei carichi e dei ritmi, ai disservizi causati da una politica aziendale che punta al maggior profitto col minor costo e che sempre più si allontana dalla sua missione storica: consentire al cittadino il diritto alla comunicazione, attraverso il servizio pubblico universale, che abbia i requisiti di accessibilità, fruibilità ed efficienza. Ha fatto conoscere cosa significa guidare uno scooter, reso pesante all’inverosimile, quando a terra c’è la neve e cosa significa guidare lo stesso mezzo quando non hai le caratteristiche “antropometriche” che un atto simile richiederebbe (cioè quando hai le gambe troppo corte o sei troppo grasso). Maurizio nelle tante assemblee non ha parlato di sé, ma di Roberto, Simonetta, Marina, Angelo e altri undici colleghi che sono morti mentre guidavano proprio quei mezzi, per distribuire la corrispondenza. Ha reso noto ciò che i più ignorano: di Posta si muore ed è una morte che non fa rumore; perché si muore per strada e quindi l’infortunio è archiviato come incidente stradale. Ma se il carico col quale si viaggia è eccessivo, i tempi di consegna sempre più ridotti, i motomezzi non godono di ottima manutenzione e se la strada è il tuo posto di lavoro…. come si fa a parlare di incidente e non di omicidio bianco. Il dramma è che i “massimi dirigenti” di Poste Italiane tutto questo lo sanno e la tragedia è che quasi tutti i sindacati tacciono: il silenzio complice dei Ponzio Pilato. Tutto questo Maurizio lo ha gridato prima del licenziamento, durante il licenziamento e continuerà a gridarlo ora che ha vinto. Hanno cercato di mettergli il bavaglio e non ci sono riusciti, punendo lui volevano educarne mille (in puro stile fascista, tanto di moda in Poste Italiane) ma hanno ottenuto l’effetto contrario. Hanno cercato di annullarlo socialmente, estromettendolo dal lavoro, ma si è creata, intorno a lui una rete di solidarietà, che non lo ha fatto mai sentire solo (chi ha compagni non è mai solo). Il nostro saluto durante il licenziamento era : “Hasta la victoria Maurizio” … “ Fino alla vittoria”.

Maurizio Stabile ha vinto: tutti noi abbiamo vinto. Questa vittoria è una promessa di lotta.

Il prossimo appuntamento è il 10 Marzo a Como per ricordare Roberto Scavo, giovane collega precario, morto a soli 19 anni mentre distribuiva la corrispondenza.

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